Fioritura e fruttificazione
L'olivo ha un'impollinazione prevalentemente anemofila, cioè affidata al vento. Produce moltissimi fiori, ma a questa abbondanza segue una bassa allegagione: solo una piccola parte dei fiori diventa frutto. Alcune varietà sono autosterili; per loro la presenza di piante di varietà compatibili porta a un aumento della resa.
L'infiorescenza dell'olivo si chiama mignola. La fase della mignolatura è quella in cui, dalle gemme a fiore e, se presenti, da quelle miste, si formano e si sviluppano le infiorescenze. Seguono le altre fasi in quest'ordine:
- l'allegagione avviene dopo la fioritura;
- l'invaiatura arriva dopo l'accrescimento del frutto.
L'olivo fruttifica sui rami dell'annata precedente. Dal punto di vista botanico l'oliva è una drupa.
Terreno e concimazione
L'olivo predilige il terreno calcareo, con pH neutro o leggermente basico.
Per la concimazione, ogni 100 kg di olive raccolte vengono asportati circa 900 g di azoto. Le dosi annuali che sostengono una buona produttività possono essere:
- azoto: 0-120 unità/ha;
- fosforo: 30-40 unità/ha;
- potassio: 80-100 unità/ha.
Ogni quattro anni è consigliabile distribuire 50 tonnellate per ettaro di letame maturo. Attenzione agli eccessi di azoto: con quantitativi elevati le piante diventano più suscettibili ai danni da freddo e agli attacchi di cocciniglia.
L'alternanza di produzione
L'olivo tende ad alternare annate di carica e annate di scarica. Per limitare il fenomeno:
- negli anni di scarica, allo stadio di "gemma ferma" a fine inverno, si fa una potatura leggera, togliendo solo succhioni e polloni;