Definizioni di base
Per la normativa nazionale le piante officinali sono le piante medicinali, aromatiche e da profumo, insieme ad alghe, funghi macroscopici e licheni destinati agli stessi usi. Le si indica spesso con la sigla P.O.
In erboristeria la droga è la parte della pianta che contiene i principi attivi. Il tempo balsamico è il periodo in cui la pianta ha il maggior contenuto di principi attivi. Due termini di botanica: i rizomi sono fusti sotterranei che crescono più o meno in orizzontale e possono contenere sostanze di riserva; il fiore di camomilla e fiordaliso è un capolino.
Terreno, clima e concimazione
La scelta della specie dipende dal terreno:
- terreni acidi: arnica, epilobio, fiordaliso, mirtillo;
- terreni calcarei: salvia, timo, lavanda, issopo;
- terreni fertili: menta, melissa, monarda;
- terreni freschi o umidi: erba cipollina, valeriana.
La menta cresce meglio in un substrato ricco di humus e ben drenato e si può tenere sulla stessa superficie per non più di 3 anni. Sono sensibili al freddo aneto, basilico e melissa. Le labiate come salvia, rosmarino e timo producono più oli essenziali in ambienti caldi e aridi.
Le piante da oli essenziali sono esigenti di potassio, elemento essenziale anche per la crescita della calendula. Un eccesso di azoto può rendere la maggiorana leggermente amara.
Cosa si produce e da quali specie
- Oli essenziali: camomilla, lavanda, mugo.
- Mucillagini: altea, piantaggine, verbasco. Sull'organismo hanno azione emolliente e lassativa.
- Tannini: mirtillo, castagno, erica.
- Liquori amari: achillea moscata o genziana.
- Fiori: è lo scopo della coltivazione di Centaurea cyanus (fiordaliso).